Perché i dazi di Trump minacciano il vino italiano
La tensione commerciale tra Europa e Stati Uniti è arrivata a un punto critico con l’annuncio da parte del presidente Donald Trump di un possibile aumento dei dazi fino al 200% sulle bottiglie di vino provenienti dall’Ue. Questa minaccia, che incombe sul settore vinicolo proprio alla vigilia di uno degli eventi più importanti per l’industria del vino, il Vinitaly, ha sollevato forti preoccupazioni.
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Le cantine italiane, infatti, si trovano in una posizione di stallo, con gli importatori che, in attesa di chiarimenti da Washington, posticipano gli ordini, temendo che i carichi di vino non arrivino mai al momento giusto, o peggio, che arrivino quando i dazi saranno già in vigore.
La situazione di incertezza è aggravata dal fatto che il 96% dell’export agroalimentare verso gli Stati Uniti viaggia via mare, e con il rallentamento degli ordini, le cantine rischiano di perdere non solo vendite immediate, ma anche posizioni di mercato conquistate con anni di impegno.
L’export di vino italiano negli Stati Uniti è infatti triplicato nel corso dell’ultimo decennio, e una perdita di questo mercato potrebbe rappresentare una perdita irreparabile di competitività, in un contesto in cui altre nazioni, non colpite dai dazi, potrebbero facilmente prendere il posto dell’Italia sugli scaffali americani.
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