Principe di Piemonte, nominata la commissione di vigilanza sui lavori. Via libera anche all’acquisizione di un immobile al Rione Ortola I nomi indicati sono Aniello Silvo, Antonio Di Meglio e Carla Tufano. La commissione avrà il compito di verificare e vigilare sulle opere realizzate. Nel corso della stessa seduta è stato poi inserito un ulteriore punto all’ordine del giorno straordinario: la proposta di acquisire a patrimonio comunale un immobile situato nel Rione Ortola sul quale grava un ordine di abbattimento.
La lista degli studenti ha vinto le elezioni parlamentari in Serbia mettendo fine al dominio dell’ex premier e primo ministro Aleksandar Vučić, che governava il Paese in modo illiberale dal 2014. Secondo i primi dati, la lista “Gli studenti vincono!” ha preso il 52% dei voti, contro il 39,3% del partito di destra guidato da Vučić. In base alle proiezioni, la lista degli studenti dovrebbe quindi avere 138 seggi in parlamento, ben oltre i 126 necessari per ottenere la maggioranza. Lo stesso Vučić, davanti ai primi risultati, ha ammesso la sconfitta.
rump: le elezioni vinte da Lula in Brasile «sono state truccate. Hanno semplicemente usato il manuale di Biden»
Il mese prossimo, ci sarà un pellegrinaggio nella terra di padre Pio, prima a Pietrelcina e poi a San Giovanni Rotondo e alla grotta di San Michele Arcangelo.
La giornata era iniziata con una manifestazione regolarmente preavvisata. Verso le 14 alcune centinaia di persone sono partite da piazza della Repubblica dietro lo striscione “Fuori l’Italia dalla guerra” e hanno sfilato lungo via Cavour per protestare contro la Nato e il riarmo europeo. Nelle stesse ore si è concluso senza problemi anche un corteo studentesco di Azione Universitaria e Azione Studentesca. Le cose sono cambiate quando il tragitto autorizzato è terminato. Circa un migliaio di giovani si è staccato dal resto della manifestazione e ha puntato verso il Circo Massimo, dando vita a un corteo non autorizzato che ha attraversato il centro cambiando più volte direzione.
Scendere in piazza numerosi, manifestando pacificamente e con rispetto di luoghi, cose e persone, è sempre un fenomeno positivo e da lodare. Sotto questo aspetto, oggi da Ischia è partita una bella lezione di civiltà. Bravi tutti, specialmente i giovanissimi! Lasciare, però, che la deriva politica imperversi sulla manifestazione, è il solito fenomeno che inquina la bontà dell'iniziativa. Non mi soffermo più di tanto sul coro "Meloni fuori dai co....ni" (troppo facile cedere alla tentazione populista), ma che tenerezza sentire ragazzi che contestano ad alta voce le spese in armamenti (spero anche quelle destinate all'Ucraina di cui molti presenti, tempo fa, ne sventolavano le bandiere) per poi inneggiare un sonoro "Vaffan...o" contro Vannacci, che oltre a non essere -ancora- uomo di governo, è l'unico esponente politico che denuncia da sempre la mancanza di misure adeguate per aiutare le famiglie italiane in difficoltà col caro vita anziché foraggiare i capricci strategici di Zelenskyi. C'è tanto da perfezionare, senza dubbio, a cominciare dal lasciare i nostri giovani liberi di pensarla come vogliono senza necessariamente mettergli le parole in bocca sin dall'ambiente scolastico. Ma prendiamolo comunque per un buon inizio, magari correggendo un po' il tiro, ad unico vantaggio della credibilità di queste ottime occasioni.
Youssef Siher, ricercatore 30enne di origini marocchine e giornalista freelance, è indagato per istigazione a delinquere aggravata. È accusato di essere l’organizzatore della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre“, nata dopo le proteste della scorsa settimana. Laureato all‘università Statale di Milano e attivista Pro Pal, formalmente residente in provincia di Brescia, è stato portato nella questura del capoluogo lombardo per essere interrogato.
Domenica 25 ottobre è ripresa la celebrazione della S. Messa in rito romano antico nella chiesa di S. Maria delle Grazie alle Due Porte ( Piazzetta Due Porte all’ Arenella, 16 Napoli) sospesa nel periodo estivo. Alle 18.30 S. Messa cantata. Celebra il rev. Don Antonio Luiso, rettore della chiesa.
La scuola calcio è un lusso per i ragazzini perché i papà pagano è vogliono che i figli giocano devono giocare, ma chi non è capace deve andare a fare altri sport . Il calcio tornerà normale se i genitori si stanno a casa. Non vanno a vedere le partite dei figli. Il calcio italiano li hanno rovinato i genitori .
Una domenica di calcio trasformata in un incubo, un padre di famiglia che lotta tra la vita e la morte e un’intera comunità sconvolta da un episodio di violenza inaudita. È drammatico il bilancio del vile e brutale agguato avvenuto a Pozzuoli al termine della sfida di Eccellenza tra Puteolana e Portici, conclusasi con la vittoria degli ospiti per 2-0. A farne le spese è stato Mario Spedaliere, 34enne tifoso del Portici, attualmente ricoverato in coma farmacologico dopo essere stato colpito violentemente alla testa con una mazza da baseball o una spranga. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane stava facendo ritorno a casa insieme ad altri sostenitori biancazzurri quando, nei pressi di via Montenuovo Licola Patria, le vetture dei tifosi ospiti sarebbero state bloccate da un gruppo di aggressori, alcuni dei quali con il volto coperto. Un’autentica imboscata, culminata in un pestaggio di estrema gravità. Mario sarebbe stato trascinato fuori dall’automobile e colpito brutalmente alla testa, riportando lesioni gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, il 34enne è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per un’emorragia cerebrale. Attualmente si trova nel reparto di Rianimazione, in coma farmacologico, con una prognosi strettamente riservata.
ARRIVANO SULL’ISOLA I PRIMI MESSAGGI DI RINGRAZIAMENTO E FELICITAZIONE DALLE BANDE MUSICALI ITALIANE CHE HANNO ANIMATO L’OTTOBRE IN MUSICA ISCHITANO PER IL LANCIATISSIMO FESTIVAL MUSICALE INTESTATO AL MAESTRO VINCENZO BUONO - COSI’ LE BANDE MUSICALI ITALIANE CHE HANNO PARTECIPATO AL FESTIVAL: “TORNIAMO A CASA BELLI STANCHI, SODDISFATTI PER QUESTA ESPERIENZA E SOPRATTUTTO GRATI DEL TEMPO PREZIOSO CONDIVISO INSIEME”- LE BANDE MUSICALI ANIMANO ISCHIA: DAI GRANDI CLASSICI AGLI ABBA E STAR WARS - LA MUSICA ATTRAVERSA LE STRADE DEL CENTRO E CONQUISTA IL PUBBLICO DEL TEATRO POLIFUNZIONALE - LA BANDA MUSICALE CITTÀ DI ISCHIA COL SUO DIRETTIVO RINGRAZIA IL COMUNE D’ISCHIA,
Questa pietra giace informe al pavimento, dice Nicola, io ci vedo dentro ciò che potrebbe essere e nella mia mente l’ho già scolpita. Quando traggo fuori dalla pietra la mia forma, io eseguo solo la mia immaginazione. Il lavoro è più faticoso di come lo scriveremo noi qui: si tratta di tufo o di granito quando parliamo invece verosimilmente della pietra che noi miracolosamente immaginiamo come un velo che cade dalle spalle della figura ora finalmente libera. I soggetti di Nicola sono cristiani, mitologici e ischitani. Gli appartiene il Bacco vivente che si copre, come Adamo dopo la mela, con una foglia di fico, gli appartiene la “ragazza di Cavagrado” che è un busto gentile di donna scavato dai rivoli di mille anni di forza di vento. E mentre ora dinnanzi a noi, noi lo vediamo come un capolavoro immobile, concepiamo che la stessa forza maldestra che l’ha scavata, ora è invece una carezza gentile di aria che le sposta I capelli sul lato destro del volto in una posa che non cambierà mai. La forza irruente che dirompe e che prepotentemente rompe gli argini della pietra e la plasma è la gentilissima innocenza che la ristora, che ce la mostra pacata e sazia. È di Nicola, ancora, una madre di legno che regge con forza il figlio davanti al suo viso con le braccia inerti alla fatica e con il ventre che gorgoglia di nuova vita. È suo il Cristo disceso dalla croce, il viso a forma di goccia che pensa poggiato sulla mano. Sua è la figura della propria madre, partorita dal tufo, di ritorno dalla campagna e incastonata in una giovinezza sempr-eterna. Sua l’uva nella vasca e sotto i piedi della pigiatrice.
Le barche di Luciano Di Meglio, tra artigianato locale e passione per il modellismo. Nella bottega-laboratorio a Ischia Ponte un vero e proprio porticciolo con gozzi di legno colorati e fantasiosi, ispirati alle tradizionali barche dei pescatori. Un patrimonio di forme, tecniche e cultura marinara.Fantasia e manualità, dedizione e originalità, amore per le piccole barche della nostra tradizione marinaresca e per le costruzioni in legno. E, naturalmente, tanta pazienza oltre alla bravura. Sono queste le qualità di Luciano Di Meglio, fisioterapista di professione e artista per passione e vocazione.
Antonella Buono è una giovane artista ischitana. Nei suoi quadri c’è tutta l’influenza e l’amore per l’isola tra barche, ombrelloni e spiagge fissate sulla tela con inchiostro seppiato, colori tenui, ma espressivi che sono diventati negli anni il suo tratto distintivo. Il pennello di Antonella Buono riesce a fermare sulla tela la bellezza dei paesaggi ischitani e i dettagli della sua terra ripresa in tutte le stagioni, come le foglie, le viti e l’uva d’autunno. La nostra artista spesso trae ispirazione da lunghe passeggiate per le zone alte dell’isola come Piano Liguori e Campagnano, in modo particolare nella zona denominata Calosirto, lì dove ha sede il suo studio. Nei suoi quadri ecco che compaiono i roseti, le vedute da Campagnano e quella casa probabilmente appartenuta alla famiglia del Santo Patrono dell’isola, San Giovan Giuseppe della Croce che in primavera si ricopre di rose.
Da una iniziale preferenza per il figurativo è passato poi all’ astratto per giungere ad una sintesi delle due tendenze sempre in chiave coloristica. Nel corso della sua attività non ha disdegnato di dipingere etichette per vini e quadranti per orologi. Però va orgoglioso che per il Palio di Sant’Anna del 2009, barche allegoriche sul mare, gli sia stata affidata la realizzazione del relativo stendardo. Massimo Venia privilegia l’acquerello, in cui dimostra la sua eccellente padronanza. L’acquerello è di difficile realizzazione: bisogna saper dosare il colore perché acquisisca la giusta tonalità e non origini sbavature. Nelle sue opere, piccole o grandi, i colori non sono giustapposti a caso, ma si amalgamano e vanno a braccetto esaltandosi a vicenda: si direbbe che un colore è reso bello dal suo vicino e tutti insieme contribuiscono a rendere l’ intera scena del soggetto raffigurato una piacevole armonia. I suoi paesaggi ed in particolare il gruppo del castello aragonese, che si erge maestoso nel mare si fanno leggere nei colori sfumati con cui sono descritti nella loro essenzialità. A colpo d’occhio le sue opere si rivelano nella loro autenticità compositiva: non sono cartoline o riproduzioni fotografiche: sono opere originali di Massimo Venia, in cui si vede la mano dell’ artista che lui è, e non un altro qualsiasi.
Persona riservata, evita qualsiasi forma di pubblicità sulle sue opere, alcune delle quali veramente notevoli. Autodidatta, riesce a trasmettere con le sue opere sensazioni piacevoli e ruba letteralmente gli occhi a chi le guarda. Ottimo restauratore di opere danneggiate sia per i privati che per le opere pubbliche. Ha letteralmente riportato in vita sculture e pitture in alcune chiese isolane. Notevoli restauri su opere religiose di privati facendole rifiorire dall'usura del tempo e dalla trascuratezze delle persone.
Paolo May trasforma l’icona di Ischia in un racconto tattile: una composizione tridimensionale ottenuta con tecnica mista, prevalentemente argilla, colori e smalti su legno, dove la luce dell’alba modella volumi e superfici. Texture materiche che catturano riflessi e ombre Palette calda e policromatica, ispirata al primo mattino Finiture a smalto che aggiungono vibrazione alla scena Paesaggio in rilievo, Mura, scogli e mare emergono in rilievo, creando un dialogo tra pittura e scultura. La composizione guida lo sguardo lungo la scogliera fino alla fortezza, enfatizzando prospettiva, ritmo e densità cromatica.
Si racconta che alla nascita pesasse otto chili. Non so se sia vero, ma è il genere di leggenda che si attacca soltanto agli uomini fuori misura, e Carnera fuori misura lo fu in tutto. Sequals era terra di mosaicisti e terrazzieri, gente che per lavorare doveva partire. Il padre di Primo era emigrato in Germania; il figlio, all'inizio degli anni Venti, ancora ragazzo, prese la strada della Francia, come tanti friulani. Era già un gigante. Finì in un circo, a fare il forzuto e a sfidare a braccio di ferro i giovanotti dei paesi. Ad Arcachon, sulla costa atlantica, lo notò un ex campione francese dei massimi, Paul Journée, che lo affidò al manager Léon Sée. Il 12 settembre 1928, alla Salle Wagram di Parigi, Carnera vinse il suo primo incontro da professionista. Era alto quasi due metri, pesava intorno ai centoventi chili e portava scarpe numero cinquantadue. In America, dove sbarcò nel 1930, lo presentavano come un mostro e lo facevano combattere da una costa all'altra, contro avversari spesso improbabili. Il suo contratto finì nelle mani di Owney Madden, uno dei boss della malavita di New York. Sappiamo che diversi incontri della sua carriera furono manipolati, ma questo non significa che Primo Carnera ne fosse consapevole. La stessa Encyclopaedia Britannica sottolinea che, con ogni probabilità, il gigante friulano ignorava ciò che accadeva alle sue spalle. È una pagina amara della storia del pugilato, ma non possiamo attribuire a Carnera responsabilità che probabilmente non ebbe. Dietro quei risultati c'era un uomo che saliva sul ring e faceva il proprio mestiere, mentre altri, forse, muovevano le fila lontano dai riflettori... era un ragazzo friulano che non parlava la lingua e si fidava delle persone sbagliate. Il 10 febbraio 1933, al Madison Square Garden, mise KO al tredicesimo round Ernie Schaaf, che morì pochi giorni dopo. L'autopsia parlò di meningite e di un'influenza recente, e c'è chi ricorda il pestaggio che Schaaf aveva subito qualche mese prima da Max Baer. Carnera, raccontano, pensò seriamente di smettere. Non smise. E il 29 giugno 1933, al Madison Square Garden Bowl di Long Island City, davanti a quarantamila persone, affrontò il campione del mondo Jack Sharkey. Al sesto round un montante destro al mento mise Sharkey KO. Primo Carnera era campione del mondo dei pesi massimi, il primo italiano della storia. Ancora oggi è l'unico nostro connazionale ad aver regnato da campione indiscusso della categoria regina. Il regime fascista lo trasformò subito in un simbolo. Il 22 ottobre 1933, in Piazza di Siena, a Roma, davanti a Mussolini e a una folla che le fonti stimano tra i cinquantacinque e i settantamila spettatori, difese il titolo ai punti contro il basco Paulino Uzcudun, e alla fine salutò il pubblico con il braccio teso. La figlia, Giovanna Maria, ha sempre sostenuto che il padre non fu mai fascista né iscritto ad alcun partito. Io credo che, come tanti italiani di quegli anni, fece quello che gli veniva chiesto, senza capire fino in fondo a cosa servisse. Il 14 giugno 1934 perse il titolo contro Max Baer, ancora a Long Island City. Baer lo mandò al tappeto undici volte. Undici volte Carnera si rialzò, con una caviglia fratturata, finché l'arbitro non fermò tutto all'undicesimo round. Si può discutere quanto si vuole della sua tecnica, ma su quel coraggio non si discute. Un anno dopo, allo Yankee Stadium, un giovane Joe Louis lo fermò al sesto round. Si racconta che in Italia le immagini di quella sconfitta non vennero mai mostrate. Poi la guerra, gli anni bui, perfino un breve fermo da parte dei partigiani, che lo rilasciarono senza conseguenze. E qui comincia la parte della sua vita che preferisco. Nel 1946, a quasi quarant'anni, Carnera ricominciò in America come lottatore di wrestling. Rimase imbattuto per più di cento incontri, riempì le arene e guadagnò finalmente soldi suoi. Nel 2019 è entrato nella Hall of Fame della WWE. Recitò anche al cinema: nel 1933 accanto a Max Baer e Jack Dempsey, e molti anni dopo nel ruolo di Anteo, con Steve Reeves, in "Ercole e la regina di Lidia". Quando Hollywood raccontò una storia molto simile alla sua in "Il colosso d'argilla", con Humphrey Bogart, fece causa alla casa di produzione. Perse, ma il messaggio era chiaro... non voleva essere ricordato come una marionetta. Nel 1939 sposò Giuseppina Kovačič, impiegata delle poste di Gorizia. Ebbero due figli: Umberto, che diventò medico, e Giovanna Maria. Lei racconta di un padre che teneva moltissimo allo studio e amava la letteratura classica, l'arte e l'opera. Non esattamente il ritratto del bestione che certi giornali americani avevano dipinto. Malato al fegato, tornò a Sequals, e lì morì il 29 giugno 1967. Era lo stesso giorno in cui, trentaquattro anni prima, aveva conquistato il mondo. Ogni tanto qualcuno prova ancora a sminuirlo. Io rispondo sempre allo stesso modo... centoventi anni dopo, Primo Carnera è ancora lì, nell'albo dei campioni del mondo dei pesi massimi. E chi lo prende in giro, di solito, non si è mai rialzato undici volte da un ring.
Direttore Responsabile
Ha collaborato con diversi giornali tra i quali il Mattino, Il Roma, Sport Sud e Sport del Mezzogiorno, Tribuna Sportiva, Lo Sport isolano, Ischia Mondo, l'Agenzia di Stampa Rotopress, Radio Ischia, Radio Punto Zero, Radio Ischia international,Teleischia, Stella del Golfo, Teleuropa, Ha diretto il quotidiano Il Golfo e collabora col Dispari. E' stato capo ufficio stampa nell'organizzazione per la visita ad Ischia di Papa Giovanni Paolo II. Capo Ufficio stampa con la delegazione ischitana, composta da sindaci e Vescovo, in California e in Argentina. E' autore del libro " La storia del calcio ad Ischia". Ex arbitro di calcio
Opinionista
E' stato proprietario di Radio Ischia, per la quale conduceva svariati programmi di attualità, opinioni e musica. E' opinionista molto apprezzato e seguito, appassionato ed esperto di cucina, ha registrato molte puntate televisive di piatti classici "rivisitati secondo Beppi"
corrispondente
Giornalista professionista ha collaborato con Sky, Tele Luna, Il corriere Laziale, Il Golfo, Il Dispari. Ha fatto parte di numerosi uffici stampa. Ha seguito la delegazione politico-religiosa ischitana in Argentina,
redazione sportiva
Giornalista ha collaborato in vari decenni con Il Golfo, Il Dispari, Radio Ischia e Uffici Stampa vari scrivendo per la maggior parte di avvenimenti sportivi
redattore
giornalista ha collaborato con Teleuropa, Il Golfo, Il Dispari, Ufficio Stampa dell'Ischia Calcio e Ufficio Stampa di Accademy scuola calcio
Collabora oltre che con Ischiamia anche col quotidiano il Dispari nella redazione sportiva. Segue il campionato di serie D ove prendono parte l'Ischia ed il Real Forio, collezionando esperienze per accrescere le sue conoscenze nell'ambito calcistico