PUNTA SOCCORSO
Dalla piazza del Pontone procedendo innanzi, passato il palazzo civico, e percorsa la irregolare e
difettosa strada detta di S. Francesco, malamente basolata e peggio livellata, s’esce su di una larga ed
aperta strada che mena al campo d’esercizio della Guardia Nazionale, larga piazza di terreno battuto,
detto il largo di S. Francesco.
Procedendo innanzi per la strada che fiancheggia il locale dell’antico monistero, viene di prospetto,
su di una isolata ed alta terrazza (a cui si sale per larga e comoda scalinata di prospetto, e vi si accede
paranco per due traverse che esteriormente la girano) la Chiesa del Soccorso coll’annesso locale, biancheggiato e pulito.
Mentre della chiesa e del locale ne parleremo in altro paragrafo, ci tratterremo per pochi istanti a descrivere questo punto arioso per quanto si possa immaginare.
La punta del Soccorso è un terrazzo, un belvedere, formato sulla sommità di un promontorio, ch’è la
punta estrema occidentale del Comune, la quale si distende fra le onde che la bagnano intorno dai lati
di ovest, nord e sud; onde, che lambiscono e si frangono alla sua base, per cui da anno in anno la consumano, la rodono, ed il poggio sovrapposto s’assottiglia e si accorcia perché crolla da anno in anno.
Ai due lati di questo belvedere si curvano i due seni di questo litorale, l’uno a mezzogiorno va a terminare col promontorio dell’Imperatore che gli sta di rimpetto su quella linea, l’altro a settentrione, va
a finire alla punta del Caruso, quale punta parimente sull’altro fianco gli sta di fronte – Non vi è più bel
punto di questo Comune di Forio, sia per l’aria che vi si respira, sia per l’orizzonte, che si scovre, sia
per paesaggio che si osserva. Mentre il mare, il seno, i scogli, le punte, i lidi, ti stanno da presso, e con
la più perfetta armonia cingono e fanno omaggio a questo punto amenissimo: il fabbricato del paese, le
colline, il monte più lontano, spiegano il loro panorama, in tutto lo sfoggio del loro incanto, e rendono,
a questo terrazzo situato fra cielo e mare, il più lusinghiero corteggio, perché ne accrescono la bellezza
col loro riflesso, col loro apparato.
Seduto ad uno de’ moricciuoli di questo spazioso cortile, o su di un poggio dei suoi esteriori ripari,
quello che si osserva di svariate scene, sarà più eloquente di ogni nostra fredda descrizione; per cui non
diremo altro che – Visitate la punta del Soccorso - ov’era l’antica batteria 57 anni fa, ed oggi vi sta una
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colonna sormontata da una croce di piperno – ovvero ove si prolunga il sedile di fabbrica al di sopra del
seno di Montrolio – visitate questo terrazzo, e fermatevi sì in quello o nell’altro indicato punto, o dove
meglio vi piace, all’ora del tramonto di qualunque stagione, e poi ci direte se fummo romanzieri, o leali
indicatori, quando vi annunziammo questo punto come il più incantevole di questo Comune.
Il monte perlato di casini, il piano affollato di fabbricati, la marina ricca di lascivetti seni, il mare limpido e cristallino, un cielo sempre ridente, un orizzonte spazioso, in parte ignudo ed indefinito, in parte
chiuso da isolette e da catene di monti, queste scene variate sono più dimostrative delle nostre fredde
descrizioni.
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