CONTRADA MARINA
Una lunga, spaziosa, amena pianura sottoposta ad incantevoli collinette, difesa agli estremi angoli da
seni e promontori, è la Marina di Casamicciola, la quale pei passati secoli sulle sue spiagge aggiungeva
alle fabbriche di argilla quelle di allume introdotte dal Genovese Bartolomeo Perdice, per cui una contrada di essa prese il nome di Marina dell’Allumiera, nome oggi corrotto in marina delle lumiere.
Al veder tante braccia occupate lunghesso il litorale, la spiaggia, e la pianura, nei giorni di lavoro,
altre impiegate a trasportar sui stentati e magri somarelli la creta vergine, altre a riceverla e ripartirla per
farne lo scarto, altre a frangerla ed impastarla, altre a manipolarla, metterla in forma, spanderla al sole
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per asciugarla, o indurirla, cuocerne i pezzi nelle fornaci, comporre i vasellami, impetinarli, smerciarli,
e ciò in ogni giorno senza interruzione. E darsi all’opera tutti con tenacità, con allegria, con sveltezza e
maestria, si giudicherebbe che il vasaio, il cretajiuolo, l’industriante, il trafficante di Casamicciola lucra
e vive non da bisognoso, perché non gli manca il lavoro, e se non gli manca il lavoro non può mancargli
il pane.
Ma non è così!….L’apparenza inganna: l’operaio affaccendato, che sembra su questa marina il padrone del luogo, che colle sue cantilene rallegra le officine, e le fabbriche, col suo brio anima le brigate,
coi suoi fatui ed iperbolici racconti diletta i curiosi, questo operaio è sempre bisognoso, sempre indebitato.
E perché? Perché spende più di quel che guadagna; sa travagliare, ma sa sciupare ancora; sa far debiti,
ma sa pagarli, per essere onesto e galante; sa parlar rispettosamente, ma sa bestemmiar con arroganza.
In giorni di festa, in giorno di pioggia, la contrada della Marina è spopolata, è taciturna, è languida, è
monotona, e solo nelle ore della partenza e dell’approdo dei vaporetti di traffico, che quotidianamente
partono da questa Marina, e qui ritornano nelle ore vespertine, si anima e momentaneamente si popola
di passeggieri che sbarcano, di parenti, amici, somarrieri e somari, curiosi e speculatori che attendono.
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