Il periodo ischitano 1799-1815, storicamente è poco conosciuto a causa dell'importante perdita documentaria subita in seguito alle varie invasioni e occupazioni straniere. Tuttavia, ho trovato diversi documenti che colmeranno le lacune di questo lasso temporale.
Da: Loyaute m'oblige. Historical record of the 81st regiment, or Loyal Lincoln volunteers
Di S. Rogers · 1872
All’inizio del mese (giugno 1809) il generale Sir John Stuart, conte di Maida, comandante delle truppe britanniche in Sicilia, imbarcò ventiduemila uomini, di cui quindicimila britannici, diretti nel sud dell’Italia e alla conquista di Napoli, come diversivo a favore degli Austriaci, che erano nuovamente in guerra con la Francia. L’81º reggimento prese parte a questa spedizione.
L’esercito era diviso in cinque brigate (quattro britanniche e una siciliana), insieme al 20º Reggimento di Dragoni Leggeri, a quattro squadroni di Dragoni Siciliani e a una batteria di Artiglieria a Cavallo. Questa forza, riunita a Milazzo, si imbarcò nel mese di maggio; ma varie circostanze ne impedirono la partenza fino all’undici di giugno, quando la flotta dei trasporti levò le àncore sotto la scorta della nave di Sua Maestà Spartiate. La flotta gettò l’àncora il ventitré, nel Golfo di Napoli, tra Ischia e Baia.
Il primo attacco compiuto dal corpo principale della spedizione fu contro Ischia, una piccola isola nel Golfo di Napoli, a circa sei miglia dalla costa. Verso mezzanotte l’81º reggimento, il battaglione leggero e i Rangers corsi si radunarono su imbarcazioni sotto la poppa della Spartiate, quindi si diressero verso Ischia, distante circa sei miglia. All’alba le batterie nemiche aprirono il fuoco sulle barche, che furono protette dalla Warrior e dalla Volage, nonché da una divisione di cannoniere. I tre battaglioni riuscirono a sbarcare in una piccola baia tra la città e Casamicciola. Le batterie destinate alla difesa delle coste dell’isola, aggirate in tal modo, furono, dopo una breve resistenza, abbandonate una dopo l’altra dal nemico, che si ritirò nel castello. Furono fatti alcuni prigionieri, per lo più appartenenti al 1º Reggimento di fanteria leggera (1er Léger).
Entro sera tutto era in nostro potere, eccetto il castello, che, essendo situato su uno scoglio isolato all’estremità di un lungo istmo, non era facilmente avvicinabile. Artiglieria pesante fu fatta sbarcare dalla flotta e, una volta sistemata in batteria, il castello di Ischia si arrese il trentesimo giorno di giugno, con la guarnigione che divenne prigioniera di guerra.
Il ventesimo di giugno la guarnigione di Procida, un’altra isola della stessa costa, fu costretta ad arrendersi dalla brigata di riserva della spedizione, e quaranta cannoniere furono catturate.
Il battaglione rimase acquartierato nella città di Ischia fino alla fine di luglio, quando, in seguito alla conclusione della guerra tra Francia e Austria, la spedizione fece ritorno in Sicilia. L’81º fu l’ultimo corpo a reimbarcarsi, cosa che avvenne il ventisei di luglio, dopo aver distrutto le batterie costiere. La diversione ebbe successo nella misura in cui impedì a Murat di prendere parte alla guerra contro l’Austria.
All’arrivo a Milazzo, il battaglione fu trasferito su tre trasporti che salparono sotto la scorta dello sloop da guerra Delight e continuarono a effettuare dimostrazioni lungo la costa delle due Calabrie fino alla fine di settembre, quando il reggimento sbarcò a Messina e fu acquartierato nella cittadella fino a metà novembre. In seguito occupò i conventi sul lato nord della città, con il quartier generale stabilito nel convento di San Salvatore dei Greci.
Nel frattempo il secondo battaglione, proveniente da La Coruña, giunse a Plymouth in stato disperso il cinque e sei febbraio; quindi marciò verso Lewes, nel Sussex, dove arrivò il dodici, e poco dopo si riunì completamente sotto il comando del maggiore Williams. Il dodici aprile il battaglione marciò verso Bletchingley.
In foto John Stuart
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