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Cospaia, il piccolo stato tra Umbria e Toscana che si autogovernò
TerritorioPerugia
Cospaia fu un piccolo stato indipendente tra Umbria e Toscana che per quasi quattro secoli visse senza padroni e che è diventato un caso unico nel tempo
Pubblicato: 9 Febbraio 2026
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Valentina Alfarano
Valentina Alfarano
Editor & Coach Letterario
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Cospaia stato storia
Nel cuore dell’Italia centrale, al confine tra Umbria e Toscana, una manciata di campi e case riuscì per secoli a sottrarsi a ogni sovranità. Cospaia, minuscola frazione oggi compresa nel territorio di San Giustino, visse una storia fuori scala rispetto alle sue dimensioni: fu una terra che seppe autogovernarsi sfruttando una falla nei confini, pur non diventando mai città-stato, né enclave riconosciuta. La vicenda, pur lontana nel tempo, per la sua originalità, lascia ancora oggi interrogativi e curiosità.
Come nacque Cospaia, lo Stato indipendente tra Umbria e Toscana
L’origine di Cospaia come microstato affondò nel Quattrocento, quando i nuovi assetti territoriali dell’alta Valtiberina imposero di fissare con precisione i limiti tra la sfera fiorentina e quella pontificia.
Nel 1441, l’annessione di Sansepolcro al dominio di Firenze richiese una linea di confine netta, individuata in un corso d’acqua chiamato Rio. Il problema, emerso solo in seguito, fu che in quell’area i rii erano due e portavano lo stesso nome.
Le commissioni incaricate indicarono riferimenti diversi: una scelse il Rio Riascone, l’altra il Rio della Gorgaccia. Tra i due, rimase una striscia di terra che non risultò formalmente assegnata a nessuna autorità; e fu proprio in questo “vuoto” che gli abitanti compresero la portata dell’errore.
Come riportato su ‘Ansa’, Daniele Bistoni ricorda: “Si resero conto e dissero: siamo liberi“. Da quella consapevolezza prese forma una comunità che mai riconobbe eserciti, dazi o magistrature superiori.
Cospaia non elaborò uno statuto complesso né un apparato istituzionale strutturato. Le decisioni furono affidate ai capifamiglia, con il supporto del clero locale, unico depositario della scrittura, mentre la gestione dei conflitti avvenne ricorrendo, caso per caso, ai tribunali dei territori confinanti, secondo una prassi pragmatica che garantì stabilità. Lo stesso Bistoni spiega: “La Repubblica di Cospaia è resistita quasi 400 anni grazie alla volontà degli abitanti e al senso della libertà”.
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